Tempi enormi

Una ragazza molto bella mi da il benvenuto: un bicchiere di vino? è biologico!
A me la parola biologico mi deprime. E vorrei dirle: scusa eh, ma ti rendi conto che le pratiche agronomiche volgarmente dette biologiche sono antiquate, le usava mio nonno e ha sofferto la fame per tutta la vita, ti rendi conto che gli insetti non sanno leggere, non sono culturalmente modificati, non è che leggono la scritta coltivazioni bio e pensano: ah, andiamo in un altro campo, attacchiamo le colture di quelli che non fanno bio. Ti rendi conto, le vorrei dire, che contro i funghi in agricoltura biologica si usa ancora il rame? Cioè un metallo pesante, che lascia residui nel terreno? Non è meglio un fitofarmaco di nuova generazione? Ottenuto dalla sapienza di chimici che hanno studiato nuove molecole a basso impatto? Ma com’è che questo paese non riesce a innovare? Non senti una stonatura tra il tuo iPhone e la parola bio?
Vorrei dirle questo. Ma invece dico: sì, grazie. E aggiungo anche: niente male.